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Public Speaking e Mindfulness

Scopri come la mindfulness può migliorare il public speaking aiutandoti a gestire pensieri e tensioni in modo consapevole e naturale.

Andrea Prosperi
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Se stai facendo un percorso di meditazione mindfulness, di sicuro hai già fatto questa esperienza: i pensieri che emergono che senza che tu lo voglia, tu lo noti, e poi torni concentrato. Senza giudicarti e accettando quello che c’è.

Stavo riflettendo sul fatto che il public speaking è molto simile.

Perché parlare in pubblico non è solo una questione di tecnica. È una situazione in cui, in pochi minuti, ti viene chiesto di gestire più livelli contemporaneamente. E allora la presenza mentale può diventare la competenza importante

I corsi di public speaking di solito spiegano tre aree principali.

1) Verbale: cosa dici

  • Avere chiaro il messaggio

  • Argomentare con ordine

  • Usare esempi e immagini

  • Costruire un flusso comprensibile (inizio → punti → chiusura)

2) Paraverbale: come lo dici

  • Velocità

  • Pause

  • Intonazioni

  • Ritmo ed enfasi

3) Non verbale: cosa comunichi con il corpo

  • Postura e gesti

  • Sguardo

  • Movimento nello spazio

  • Presenza

Tutto giusto. Ma poi arriva la domanda che conta davvero: come fai a gestire tutto questo nello stesso momento, mentre magari senti anche tensione o ansia?

La “mindfulness” ci insegna che allenare la consapevolezza è più efficace che provare a controllare tutto

Se pratichi mindfulness, sai che la presenza non è “stare sempre perfettamente concentrati”. È accorgersi e tornare.

Nel public speaking succede la stessa cosa:

  • La mente va al giudizio (“starò andando bene?”)

  • Il corpo si irrigidisce

  • La voce accelera

  • Perdi contatto con quello che volevi dire

La pratica mindful non elimina questi fenomeni. Ma ti allena a riconoscerli mentre accadono, e a rientrare.

In questo senso, il public speaking può diventare una pratica informale di mindfulness perchè ti stimola all'attenzione al momento presente, mentre parli.

Come portare la presenza mentale nel public speaking

1) Scegli un’ancora, come in meditazione

In meditazione usi spesso il respiro come punto di riferimento. Nel public speaking puoi fare lo stesso.

Scegli una sola ancora tra queste:

  • La sensazione dei piedi a terra

  • Una espirazione lenta

  • Il contatto delle mani

  • una parola chiave (es. “presente”, “calma”, “chiaro”)

Quando noti che stai “uscendo” (accelerazione, confusione, tensione), torni all’ancora. Anche solo per un secondo.

2) Allenati a “notare” i tre livelli, senza pretendere perfezione

Prova a portare attenzione a rotazione:

  • Per 30 secondi: solo cosa sto dicendo (contenuto)

  • Per 30 secondi: solo come lo sto dicendo (ritmo/pausa/tono)

  • Per 30 secondi: solo come sto (postura, sguardo, tensioni)

Questo è un allenamento attentivo, non una checklist punitiva. Il punto è aumentare la consapevolezza, non controllarti.

3) Usa la pausa come micro-meditazione

La pausa è uno degli strumenti più potenti e più sottovalutati. E per chi pratica mindfulness ha un significato ancora più chiaro: è un reset. Ogni volta che fai una pausa:

  • Respiri

  • Senti il corpo

  • Riparti con intenzione

Una regola semplice: pausa dopo ogni concetto importante, non dopo ogni frase.

Se vuoi, puoi provare questo esercizio : 1 minuto al giorno per 7 giorni

Se vuoi renderlo un’abitudine, puoi fai così:

  1. Registra un video di 60 secondi al giorno (anche solo per te).

  2. Prima registrarlo fai 3 respiri morbidi e poi focalizzati sull'intenzione del tuo discorso. Cosa vuoi trasmettere, in che modo? Calmo, energico, riflessivo, etc...

  3. Durante: cerca di essere consapevole degli elementi para verbali e non verbali, prova a renderli coerenti con l'intenzione che ti sei dato.

  4. Dopo: guarda il video che hai registrato e scrivi due righe

    • Una cosa che hai fatto bene

    • Una cosa che vuoi migliorare

Così la mindfulness entra nella tua comunicazione.

In sintesi

Il public speaking, visto da fuori, sembra solo performance.
Visto da dentro, invece, è pura consapevolezza.

Perché in effetti la sfida non è “dire tutto perfettamente”, ma restare presenti mentre succede:

  • Nel contenuto

  • Nella voce

  • Nel corpo

  • Nella relazione con chi ascolta

Se ti interessa, sappi che il Mindful Speaking può essere un'area di lavoro all'interno del programma mPEAK.

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Andrea Prosperi

Andrea Prosperi

Mindfulness teacher & trainer, scrittore e rapper (Barry Convex). Neurodivergente. Scrivo di tecnologia, mente e presenza. Autore di «Mindful Tech».