La FDA approva Simtriyo: per la prima volta un farmaco per l’ADHD tocca anche la serotonina
Non è solo un nuovo farmaco: è la prima volta che si prova a curare l'ADHD agendo su tre neurotrasmettitori invece di due. Cosa significa, e cosa possiamo aspettarci.
Il 24 luglio la Food and Drug Administration statunitense ha approvato Simtriyo (centanafadina), il primo farmaco per l'ADHD di una classe nuova da decenni. Lo produce Otsuka, è un non-stimolante, ed è autorizzato per adulti e bambini dai sei anni. La notizia in una riga è questa. Ma per capire perché è una notizia vera, e non l'ennesima molecola messa sul mercato, bisogna guardare un po' più a fondo.
Per trent'anni l'ADHD è stato raccontato come una faccenda di due neurotrasmettitori: la dopamina e la noradrenalina. Tutti i farmaci che conosciamo — gli stimolanti come il metilfenidato, i non-stimolanti come l'atomoxetina — lavorano lì. Simtriyo è il primo approvato che aggiunge un terzo ingrediente: la serotonina, il neurotrasmettitore che regola l'umore, l'impulsività, il sonno e la calma.
Attenzione però, la serotonina, in questo farmaco, è il neurotrasmettitore meno impattato dei tre: la molecola agisce soprattutto sulla noradrenalina, poi sulla dopamina, e in misura molto minore sulla serotonina. Non è un antidepressivo travestito. È, piuttosto, un tocco calibrato. Ma la domanda è: perché aggiungerlo?
Perché un farmaco per l'ADHD punta anche sulla serotonina
La risposta tocca qualcosa che chi convive con l'ADHD conosce bene. I farmaci classici migliorano l'attenzione, ma spesso lasciano fuori tutta la sfera emotiva: l'ansia, l'irritabilità, la difficoltà a regolare gli stati d'animo. La scommessa scientifica dietro Simtriyo è che quella dimensione passi anche dalla serotonina. Lo conferma Timothy Wilens, primario di Psichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza al Massachusetts General Hospital e docente ad Harvard, tra gli specialisti che hanno seguito la sperimentazione: «La centanafadina ha avuto un impatto significativo sui sintomi dell'ADHD. E migliora anche le funzioni esecutive: gestione del tempo, organizzazione, le transizioni di avvio, arresto e cambio.»
C'è di più: non è raro che una persona con ADHD non diagnosticato arrivi dal medico lamentando ansia o depressione, e si ritrovi in mano un SSRI — un farmaco sulla serotonina, appunto — mentre l'attenzione, uno degli aspetti più rilevanti per questa neurodivergenza, resta invisibile. È un cortocircuito documentato: a volte la «depressione che non risponde ai farmaci» è ADHD mai riconosciuto.
La storia della centanafadina è lunga. Nasce in una piccola azienda, Neurovance, con la sigla EB-1020. I farmaci «a triplo bersaglio» erano stati provati soprattutto contro la depressione, con risultati deludenti. Otsuka rileva Neurovance nel 2017 e riorienta la scommessa sull'ADHD: fino ai quattro studi di fase 3 che hanno portato all'approvazione.
I primi dati e la questione italiana
E cosa possiamo aspettarci? Il dato più recente arriva da uno studio di giugno 2026 su 315 adulti con ADHD e ansia insieme — persone che non avevano risposto ad altre terapie. Il farmaco ha migliorato sia l'attenzione sia l'ansia. Il miglioramento sull'ansia, va detto, è stato modesto ma statisticamente reale. Il beneficio sull'umore resta in buona parte una promessa da confermare, non un fatto acquisito. Come dice Lenard Adler, che dirige il programma ADHD per adulti alla NYU Langone di New York, «anche in trattamento, per la natura eterogenea dell'ADHD molti pazienti continuano ad avere sintomi che interferiscono con la vita quotidiana: Simtriyo introduce un meccanismo d'azione nuovo e amplia le opzioni disponibili.» Il vantaggio più solido, per ora, è un altro: un potenziale d'abuso dichiarato basso — non poco, nel Paese che ha attraversato l'epidemia da stimolanti.
E in Italia? Qui la strada è lunga. Simtriyo per ora è approvato solo negli Stati Uniti: per arrivare da noi dovrà passare dall'EMA europea e poi dall'AIFA, e quel percorso non è ancora partito. Ma il punto è anche culturale. In Italia il metilfenidato è rimborsabile per gli adulti solo dal 2023, la diagnosi adulta è ancora giovane, e per prescriverlo servono centri specializzati. Un farmaco che promette di curare l'attenzione e la sfera emotiva insieme, se e quando arriverà, troverà un sistema pronto a coglierlo — o troverà, ancora una volta, adulti mandati avanti per anni con la diagnosi sbagliata?
Di come la diagnosi possa diventare un business l'ho scritto qui: «La diagnosi in abbonamento: la parabola di Done Global» (19 luglio 2026).
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Andrea Prosperi
Mindfulness teacher & trainer, scrittore e rapper (Barry Convex). Neurodivergente. Scrivo di tecnologia, mente e presenza. Autore di «Mindful Tech».










