Lo scroll infinito non è casuale. E Bruxelles vuole spegnerlo
Non se ne è parlato molto in Italia, ma il 17 settembre la Commissione europea ha proposto il KIDS Act: niente social sotto i 13 anni, un'ora al giorno a 13 e 14, chatbot spenti di default. Le soglie faranno discutere. La notizia vera, però, è un'altra: l'Europa smette di chiedere alle piattaforme di valutare i rischi del design che crea dipendenza, e comincia a vietarlo per legge.
Per vent'anni il messaggio ai ragazzi, e ai loro genitori, è stato lo stesso: usalo con moderazione. Come se un feed costruito per non finire mai fosse un bicchiere di vino. Bruxelles ha cominciato a dire il contrario da un pezzo. Il Digital Services Act vieta i dark pattern e chiede alle grandi piattaforme di valutare i rischi del design che crea dipendenza; nel dicembre 2023 il Parlamento europeo ha chiesto un «diritto a non essere disturbati», con tutte le funzioni che catturano l'attenzione spente per default; le linee guida sulla tutela dei minori dell'estate scorsa raccomandavano di disattivare autoplay, notifiche e serie di ricompense. Ma erano valutazioni, raccomandazioni, casi singoli. Il 17 settembre la Commissione ha fatto il salto: nella proposta di regolamento chiamata KIDS Act lo scroll infinito, i «trucchi di ricompensa» e le notifiche nelle ore di sonno diventano obblighi di progettazione, e l'onere di dimostrare che un servizio è sicuro passa alle piattaforme. È una proposta, non una legge. Ma da raccomandare a imporre la strada è tutta lì.
Cosa prevede
Le soglie sono uguali in tutta l'Unione: sotto i 13 anni niente social; a 13 e 14 anni un «mini-account» gestito da un genitore, con funzioni ridotte e un tetto di un'ora al giorno; dai 15 anni un account proprio, ma privato di default e senza contatti non richiesti da sconosciuti. Chatbot e companion AI, che nelle linee guida non c'erano, devono essere spenti di default e non potranno comportarsi in modo da creare dipendenza emotiva. Per l'età non basterà dichiararla: servono strumenti certificati, come l'app europea di verifica che, dice la Commissione, non conserva documenti né dati biometrici. Le multe, secondo le ricostruzioni di IAPP e ANSA, arriverebbero al 6% del fatturato mondiale.
Perché conta più delle soglie
Sulle età si può discutere all'infinito. Quello che non si discute più è il modello: l'attenzione non si difende con la disciplina del singolo, si difende togliendo dal prodotto le leve che la catturano. Vale la pena dirlo chiaro: lo scroll infinito non è un difetto, è un progetto. Qualcuno l'ha disegnato perché non ci fosse mai un punto in cui fermarsi, e l'uomo a cui l'invenzione viene attribuita, Aza Raskin, oggi testimonia contro Meta e vorrebbe eliminarlo. Per vent'anni la risposta è stata chiedere disciplina a chi usa, come se il problema fosse suo. Il KIDS Act ribalta la domanda: se una funzione è costruita per catturare, la responsabilità è di chi l'ha costruita, e tocca a lui dimostrare che il prodotto è sicuro. È la tesi di Mindful Tech, ed è la stessa strada che la California ha imboccato in un anno con tre atti: la legge sui feed per gli under 16, Adam's Law sui chatbot e, sul fronte giudiziario, il patteggiamento di Meta. Sulla soglia dei 13 anni un dato italiano pesa più di molte opinioni: su 5.227 studenti lombardi seguiti dalla prima alla terza media, chi apre un account social in prima arriva in terza con punteggi più bassi in italiano e in matematica, e una parte dell'effetto passa dal telefono presente nei momenti chiave della giornata.
Le incognite lungo il percorso
Il negoziato tra Parlamento e Consiglio sarà lungo: gli studi legali stimano che nulla verrà applicato prima del 2028. La verifica dell'età apre un problema di privacy reale, e l'industria, tramite la CCIA, lo ha già sollevato. Sul lato opposto, però, Moige, Save the Children e Telefono Azzurro trovano debole il meccanismo delle autorizzazioni dei genitori. E soprattutto: le prove che queste leggi funzionino non ci sono ancora. Una rassegna di 39 studi uscita il 10 settembre su JAMA Network Open conclude che mancano valutazioni sistematiche sia dell'efficacia sia degli effetti indesiderati. In Italia, intanto, il disegno di legge bipartisan sui social ai minori è fermo in commissione al Senato da undici mesi, scrive Il Fatto Quotidiano.
Nel frattempo
Le regole del KIDS Act, se passeranno, non si applicheranno prima del 2028: chi oggi è in seconda media, nel 2028 avrà il suo account. Non che in Europa sia tutto fermo. Sotto il Digital Services Act la Commissione ha aperto procedimenti contro TikTok e Meta proprio sul design che crea dipendenza, e a TikTok ha già contestato in via preliminare, a febbraio, il design e, a luglio, le impostazioni degli account dei minori. Ma sono passi a una piattaforma per volta, contestati e lenti. Nel frattempo l'unica leva che resta è quella di sempre, l'attenzione, che si allena: sapere quando il feed ti ha preso, e come si torna indietro. Lo dico dopo aver letto cosa raccontano i 5.342 studenti dell'indagine INDIRE sul loro rapporto con l'AI, e chi usa un chatbot come diario. Se in una scuola o in un'azienda vuoi lavorarci prima che lo faccia una legge, il Mindful Tech Program è nato esattamente per questo.
Benessere digitale, in pratica
Con il Mindful Tech Program porto attenzione e uso consapevole della tecnologia a persone e aziende.
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Andrea Prosperi
Mindfulness teacher & trainer, scrittore e rapper (Barry Convex). Neurodivergente. Scrivo di tecnologia, mente e presenza. Autore di «Mindful Tech».










